{"id":848,"date":"2019-02-23T19:43:32","date_gmt":"2019-02-23T18:43:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/?p=848"},"modified":"2020-08-28T23:41:47","modified_gmt":"2020-08-28T21:41:47","slug":"robotics-and-coding-as-a-learning-tools-la-robotica-e-il-conding-come-strumenti-di-apprendimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/?p=848","title":{"rendered":"Robotics and coding as a Learning Tools &#8211; La robotica e il conding come strumenti di apprendimento"},"content":{"rendered":"\n<p>Iniziare a programmare un calcolatore fin da piccoli \u00e8 sicuramente un&#8217;esperienza che permette ai pi\u00f9 giovani di capire da subito la logica che sta dietro alle macchine e come esse interagiscono con l&#8217;utente. Facendo programmazione a scuola i bambini e i ragazzini apprendono le basi dei processi che stanno dietro alle elaborazioni che fa un computer. Comprendono dunque che tutto quello che una macchina riesce a fare non \u00e8 altro che il risultato di una serie di istruzioni precedentemente pensate e scritte dal programmatore. Questo concetto che pu\u00f2 sembrare banale per noi adulti non lo \u00e8 affatto per i pi\u00f9 piccoli. Grazie al crescente sviluppo tecnologico adesso \u00e8 possibile avere degli ambienti di programmazione semplici e veloci su macchine di tipo consumer. I linguaggi di programmazione con sintassi e comandi pi\u00f9 complessi vengono chiamati linguaggi a basso livello mentre quelli che hanno una sintassi e dei comandi vicini alla lingua parlata vengono chiamati linguaggi ad alto livello. Ed \u00e8 proprio grazie all&#8217;utilizzo di un linguaggio vicinissimo alla lingua parlata che \u00e8 possibile avvicinare i pi\u00f9 piccoli al mondo della programmazione. Nello specifico quelli usati nei miei progetti didattici potremmo definirli ad altissimo livello perch\u00e9 sono ulteriormente semplificati.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>robotica a scuola<\/strong>&nbsp;assieme al&nbsp;<strong>coding<\/strong>&nbsp;stanno rivoluzionando i metodi di insegnamento. L\u2019idea che sta alla base di questa disciplina \u00e8 quella di&nbsp;<strong>imparare facendo<\/strong>. E&#8217; proprio il caso di dire che i ragazzini fanno&nbsp;<strong>nuove e straordinarie esperienze di apprendimento<\/strong>. Fare robotica \u00e8 visto come un momento ludico e la lezione diventa pi\u00f9 piacevole. E&#8217; dimostrato che migliorano anche le interazioni fra studenti, e fra studenti e insegnanti. Chi insegna lingua inglese ha quotidianamente a che fare con il&nbsp;<strong>CLIL<\/strong>, ecco mi piace paragonare il CLIL a quello che viene chiamato&nbsp;<strong>Robotics and coding as a Learning Tools<\/strong>.&nbsp;La robotica e il coding come strumenti di apprendimento&nbsp;dunque. Ho avuto modo di mettere in pratica questi nuovi approcci in una bellissima scuola del sud con diversi progetti. Con uno in particolare, ovvero quello legato al&nbsp;<strong>progetto Erasmus+<\/strong>&nbsp;per la mobilit\u00e0 in Spagna al quale noi docenti abbiamo partecipato, abbiamo studiato diverse discipline usando come strumento pragmatico un piccolo robot. I ragazzini hanno visto dunque con i propri occhi come vengono applicate le leggi della matematica, della fisica. Hanno sperimentato come ci si orienta nello spazio seguendo una lista di comandi ben precisi. Hanno visto come si pu\u00f2 intervenire sui movimenti del robot gestendo, mediante semplici istruzioni decisionali, i dati provenienti da piccoli sensori collegati al robot. Nello specifico abbiamo programmato un robot&nbsp;<strong>mBot<\/strong>&nbsp;in modo da fargli usare i suoi sensori ottici posti alla base per fargli &#8220;leggere&#8221; delle linee nere situate sul percorso. In base alla grandezza di ogni linea che il robot leggeva emetteva una nota differente accendendo una luce di colore diverso. Inoltre se nel suo percorso incontrava un ostacolo riusciva ad individuarlo mediante i suoi sensori ad ultrasuoni e lo evitava cambiando direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro progetto ha abbracciato diverse discipline: MATEMATICA, MUSICA, GEOGRAFIA, SCIENZE, ARTE e IMMAGINE, TECNOLOGIA e INFORMATICA:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MATEMATICA<\/strong>&nbsp;sia per il pensiero computazionale sia per la gestione delle variabili e degli intervalli numerici che abbiamo usato nel programma.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GEOGRAFIA<\/strong>&nbsp;per la gestione del movimento del nostro robot con le diverse direzioni nello spazio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SCIENZE<\/strong>&nbsp;soprattutto per il funzionamento dei sensori ad ultrasuoni del robot che con opportune precisazioni abbiamo paragonato ai sensori che l&#8217;essere umano possiede.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ARTE e IMMAGINE<\/strong>&nbsp;perch\u00e9 i bimbi hanno appreso la differenza tra colori primari sottrattivi e additivi.&nbsp;<br>Il nostro robot infatti possiede due led, ognuno di essi pu\u00f2 emettere tre tipi di luce ROSSO, VERDE e BLU con diversa intensit\u00e0. Miscelando opportunamente le intensit\u00e0 di queste tre luci possiamo ottenere &#8220;tutti&#8221; i colori dello spettro del visibile, mettendo in pratica la sintesi additiva dei colori primari (RGB).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1008\" height=\"618\" src=\"http:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/SintesiAdditivaSottrattiva-NicolaPalmeri-2.jpg\" alt=\"Sintesi additiva e sintesi sottrattiva. Additive and subtractive. www.NicolaPalmeri.it\" class=\"wp-image-858\" srcset=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/SintesiAdditivaSottrattiva-NicolaPalmeri-2.jpg 1008w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/SintesiAdditivaSottrattiva-NicolaPalmeri-2-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/SintesiAdditivaSottrattiva-NicolaPalmeri-2-768x471.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1008px) 100vw, 1008px\" \/><figcaption>Sintesi additiva e sintesi sottrattiva. Additive and subtractive. www.NicolaPalmeri.it<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>MUSICA<\/strong>&nbsp;perch\u00e9 i bambini hanno imparato a far suonare in successione le diverse note musicali esercitandosi con la durata di ogni nota.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TECNOLOGIA e INFORMATICA<\/strong>&nbsp;con l&#8217;uso di questo nuovo strumento che \u00e8 stato programmato da loro stessi con diversi test ed esercizi. Uno dei nostri obiettivi \u00e8 stato quello di fare in modo che loro stessi arrivassero alla soluzione dei problemi di programmazione che man mano abbiamo incontrato per arrivare a completare il progetto.<br>Adesso stiamo pian piano sperimentando un altro aspetto legato all&#8217;uso della robotica a scuola. Non solo robotica educativa dunque, &nbsp;ma anche robotica creativa. I bambini hanno pensato alla forma che potesse avere un robot, considerando che i nostri robot non possono possedere gambe, ma solo ruote meccaniche, hanno dunque assemblato loro stessi un robot toccando con mano le difficolt\u00e0 progettuali e costruttive di un oggetto tecnologico. Hanno cio\u00e8 compreso che ogni oggetto tecnologico che ci circonda viene progettato dall&#8217;uomo con una certa difficolt\u00e0 per far si che esso possa funzionare correttamente. Questo stimola anche la loro creativiit\u00e0. Progettando il robot non solo in modo tale che possa funzionare correttamente, ma anche in modo che possa avere un aspetto gradevole. Inoltre la successione di comandi che vengono impartiti al robot sviluppano la loro creativit\u00e0 facendo musica grazie ai suoni programmabili. Anche se ancora i nostri robot non posseggono un display per far comparire delle scritte, la simulazione al computer invece permette di far visualizzare dei fumetti. Ed \u00e8 proprio grazie a questi fumetti che molti bambini ci hanno sorpresi perch\u00e9 hanno creato delle semplici storie interattive. In pratica facevano visualizzare sullo schermo frasi diverse in base all&#8217;input che veniva inserito da tastiera. Un tempo si usavano la pittura, il gioco, le costruzioni statiche o altri strumenti per migliorare l&#8217;apprendimento, poi i computer, oggi anche i robot, e domani? Cosa ci aspetta?&nbsp;Stiamo anche sperimentando piano piano la&nbsp;<strong>realt\u00e0 virtuale<\/strong>&nbsp;come strumento di apprendimento. Si potrebbe legare la realt\u00e0 virtuale con la robotica, ma nel nostro caso \u00e8 un passo che richiederebbe altra dotazione tecnologica che al momento la nostra scuola non possiede.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"561\" src=\"http:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26-1024x561.png\" alt=\"Our robot can play music, a Nicola Palmeri's project\" class=\"wp-image-851\" srcset=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26-1024x561.png 1024w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26-300x164.png 300w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26-768x421.png 768w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26.png 1514w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Our robot can play music, a Nicola Palmeri&#8217;s project<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Robotics at school along with coding are revolutionizing teaching methods<\/strong>. The idea behind this discipline is to <strong>learn by doing<\/strong>. It is proper to say that children make new and extraordinary learning experiences. Making robotics is seen as a playful moment and the lesson becomes more enjoyable. Interactions between students and between students and teachers have also been shown to improve. Who teaches English has daily to do with CLIL, here I like to compare the CLIL to what is called Robotics and <strong>coding as a Learning Tools<\/strong>. Robotics and coding as learning tools therefore. I have been able to put these new approaches into practice in a beautiful southern school with different projects. With one in particular, namely that linked to the <strong>Erasmus+<\/strong> project for mobility in Spain to which we have participated, we have studied different disciplines using a small robot as a pragmatic tool. So the kids saw with their own eyes how the laws of mathematics and physics are applied. They have experimented with orientating themselves in space following a list of precise commands. They have seen how these movements can be managed by intervening through simple decision-making instructions, thus developing computational thinking. They have seen how the robot&#8217;s movements can be controlled by managing, through simple decision-making instructions, the data coming from small sensors connected to the robot.<br>Specifically we have programmed a robot <strong>mBot<\/strong> in order to let him use his optical sensors placed at the base to make him &#8220;read&#8221; the black lines located on the path. Based on the size of each line the robot read, it emitted a different note by turning on a different colored light. If he encountered an obstacle during his journey, he could detect it by means of his ultrasonic sensors and he avoided it by changing direction.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MATHEMATICS<\/strong>&nbsp;both for computational thinking and for the management of variables and numerical intervals that we have used in the program.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GEOGRAPHY<\/strong>&nbsp;for the management of the movement of our robot with different directions in space.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SCIENCES<\/strong>&nbsp;especially for the operation of the ultrasonic sensors of the robot that, with appropriate clarifications, we have compared to the sensors that the human being possesses.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ART<\/strong>&nbsp;because the children have learned the difference between primary subtractive colors and additives colors.Our robot in fact has two LEDs, each of them can emit three types of RED, GREEN and BLUE light with different intensity.By appropriately mixing the intensities of these three lights we can obtain &#8220;all&#8221; the colors of the visible spectrum, putting into practice the additive synthesis of the primary colors.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1008\" height=\"618\" src=\"http:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/SintesiAdditivaSottrattiva-NicolaPalmeri-2.jpg\" alt=\"Sintesi additiva e sintesi sottrattiva. Additive and subtractive. www.NicolaPalmeri.it\" class=\"wp-image-858\" srcset=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/SintesiAdditivaSottrattiva-NicolaPalmeri-2.jpg 1008w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/SintesiAdditivaSottrattiva-NicolaPalmeri-2-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/SintesiAdditivaSottrattiva-NicolaPalmeri-2-768x471.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1008px) 100vw, 1008px\" \/><figcaption>Sintesi additiva e sintesi sottrattiva. Additive and subtractive. www.NicolaPalmeri.it<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>MUSIC<\/strong>&nbsp;because the children have learned to play the different musical notes in succession, practicing with the duration of each note.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TECHNOLOGY<\/strong>&nbsp;and&nbsp;<strong>COMPUTER SCIENCE<\/strong>&nbsp;with the use of this new tool that has been programmed by themselves with different tests and exercises.One of our goals was to get them to come to the solution of programming problems that we have gradually encountered to complete the project.<br>Now we are slowly experimenting with another aspect related to the use of robotics at school. Not only&nbsp;<strong>educational robotics<\/strong>, but also&nbsp;<strong>creative robotics<\/strong>. The children thought of the shape that a robot could have, considering that our robots can not own legs, but only mechanical wheels, they have assembled a robot themselves, touching the design and construction difficulties of a technological object. They have understood that every technological object that surrounds us has been designed by man with some difficulty to make it work properly. This also stimulates their creativity. Designing il robot not only in such a way that it will work properly, but also so that it can&nbsp;<strong>look nice<\/strong>. Furthermore, the succession of commands that are given to the robot develop their creativity by&nbsp;<strong>making music<\/strong>&nbsp;thanks to programmable sounds. Even if our robots do not yet have a display to make writing appear, the computer simulation instead allows you to display comics. And it is thanks to these comics that many children have surprised us because&nbsp;<strong>they have created simple interactive stories<\/strong>. In practice, they showed different phrases on the screen based on the input that was entered from the keyboard. Once we used to paint, play, we used static constructions or other tools to improve learning, then computers, today even robots, and tomorrow? What awaits us?We are also &nbsp;experimenting with&nbsp;<strong>virtual reality<\/strong>&nbsp;as a learning tool. We could link virtual reality with robotics, but in our case it is a step that would require other technological equipment that we do not have at the moment.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"561\" src=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26-1024x561.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-851\" srcset=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26-1024x561.png 1024w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26-300x164.png 300w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26-768x421.png 768w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Schermata-2019-02-09-alle-11.33.26.png 1514w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Qui di seguito le due locandine del progetto PON Digital&#8230;mente attivo nel 2019.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"729\" src=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-1-web-1024x729.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-997\" srcset=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-1-web-1024x729.jpg 1024w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-1-web-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-1-web-768x546.jpg 768w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-1-web.jpg 1754w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Locandina del progetto PON Digital&#8230;mente &#8211; Modulo 1: Percorsi in codice facente parte del programma europeo Pensiero computazionale e cittadinanza digitale.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"729\" src=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-3-web-1024x729.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-998\" srcset=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-3-web-1024x729.jpg 1024w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-3-web-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-3-web-768x546.jpg 768w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Modulo-3-web.jpg 1754w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Locandina del progetto PON Digital&#8230;mente &#8211; Modulo 3: Forme in codice facente parte del programma europeo Pensiero computazionale e cittadinanza digitale.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/COPERTINA-RELAZIONE-FINALE-senza-nomi-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1053\" width=\"920\" height=\"1301\" srcset=\"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/COPERTINA-RELAZIONE-FINALE-senza-nomi-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/COPERTINA-RELAZIONE-FINALE-senza-nomi-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/COPERTINA-RELAZIONE-FINALE-senza-nomi-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/COPERTINA-RELAZIONE-FINALE-senza-nomi-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/COPERTINA-RELAZIONE-FINALE-senza-nomi-1448x2048.jpg 1448w, https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/COPERTINA-RELAZIONE-FINALE-senza-nomi-scaled.jpg 1810w\" sizes=\"(max-width: 920px) 100vw, 920px\" \/><figcaption>Lo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziare a programmare un calcolatore fin da piccoli \u00e8 sicuramente un&#8217;esperienza che permette ai pi\u00f9 giovani di capire da subito la logica che sta dietro alle macchine e come esse interagiscono con l&#8217;utente. Facendo programmazione a scuola i bambini e i ragazzini apprendono le basi dei processi che stanno dietro alle elaborazioni che fa un&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":772,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/848"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=848"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/848\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1054,"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/848\/revisions\/1054"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolapalmeri.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}